Venerdì 16 febbraio 2018

Cronaca dell'incontro in AIMO con Paola Sciomachen, Presidente del ROI

Una breve cronaca dell’incontro tra la Presidente del Registro degli Osteopati D’Italia, Paola Sciomachen, e gli studenti AIMO: tra presente e futuro (possibile) della legge che individua la nuova professione sanitaria dell'osteopata.

L’incontro tra la Presidente del ROI, Paola Sciomachen  e gli studenti AIMO, lo scorso 31 gennaio, è stata un’occasione preziosa per fare il punto sull’osteopatia in Italia, dopo l’approvazione del Ddl 1324, divenuto legge il 22 dicembre 2017 (legge n. 3/2018).

L’articolo 7 della legge n. 3/2018 individua l’osteopatia come nuova ‘professione sanitaria’, con il conseguente inserimento della figura dell’osteopata all’interno del sistema sanitario nazionale. Per l'osteopatia, questo rappresenta una “rivoluzione culturale”, come dichiara Sciomachen, che impone una profonda riflessione su quelle che debbano essere le finalità e gli obiettivi dell’osteopata, in breve, le sue competenze all’interno del contesto sanitario nazionale. Ecco perché il ROI ha realizzato un primo documento e proposta di core competence, redatto in collaborazione con la SIPEM (Società Italiana di Pedagogia Medica).

CORE COMPETENCE DELL’OSTEOPATA

“Le core competence, individuate sulla base dei principi osteopatici, della letteratura scientifica, delle leggi italiane e dei bisogni di salute della popolazione sono sette – spiega Sciomachen - : promozione della salute e prevenzione, Cura osteopatica, educazione terapeutica, ricerca, formazione, autoformazione, gestione e qualità”.

Tra le distinte competenze, sottolinea la Presidente del ROI, la principale è la “Cura osteopatica” poiché definisce specificatamente la professionalità osteopatica che agisce “sulla capacità di adattamento della persona quando dei cambiamenti naturali o indotti, intervengono a limitare o a modificare il funzionamento di uno o più sistemi che mantengono il suo stato di salute”.

UNA LEGGE A TUTELA DEL CITTADINO

“E’ evidente che questa legge sia nata dalla volontà di regolamentare una professione già esistente ed affermata, al fine di tutelare prima di tutto il paziente”, sottolinea Scimachen, aggiungendo: “l’importante lavoro svolto dagli osteopati e dalle Associazioni di categoria in questi anni ha contribuito a far emergere la professionalità specifica dell’osteopata, che assume un ruolo sociale significativo nei confronti del paziente e nella gestione del dolore, anche cronico.

L’articolo 7 della legge n. 3/2018 rappresenta una svolta che non ha precedenti nel nostro paese e che riconosce specificità alla professione osteopatica; “Abbiamo guadagnato la professione – continua Sciomachen – ma siamo pienamente consapevoli che la cura osteopatica non può esaurire tutti i bisogni dei pazienti: è necessario dialogare con le altre professioni sanitarie, integrarsi in un contesto sanitario interdisciplinare all'interno del quale i pazienti possano essere gestiti in modo competente ed informato”.

EQUIPOLLENZA DI TITOLI E PERCORSI

Definite le competenze del professionista, il curriculum formativo e il percorso di studi, si aprirà il grande (e caldo!) tema delle equipollenze dei titoli e dei percorsi di studio. In un’ottica integrativa rispetto al pregresso, nei futuri decreti attuativi della legge potranno essere stabiliti dei criteri di equipollenza per quei professionisti che si sono diplomati prima della legge o che sono ora in corso di formazione nelle attuali scuole non riconosciute.

“Sarà quindi molto importante per i professionisti essere in possesso della adeguata documentazione che attesti il proprio iter formativo e la carriera professionale, così da poter verificare se siano necessari percorsi integrativi per raggiungere i crediti formativi richiesti da un futuro corso di laurea”, spiega Sciomachen, concludendo: “anche per gli studenti, come voi, in corso di studi, frequentare una scuola che sia in possesso delle idonee Certificazioni di Qualità (ISO 9001, ISO 29990 e EN 16686) rappresenta una garanzia in tal senso”.

L’importanza delle certificazioni è ribadita dallo stesso ROI che con un nuovo Statuto, entrato in vigore lo scorso dicembre, ha definito che per accedere al Registro, d’ora in avanti, i professionisti osteopati dovranno provenire da scuole di osteopatia che siano in possesso di tali titoli. Requisiti che AIMO possiede da tempo, insieme alla validazione universitaria dei propri corsi da parte di University College of Osteopathy (UCO), a tutela e assicurazione dell’elevato standard formativo, didattico e clinico, che l’Accademia offre ai propri studenti.

 

VAI AL VIDEO dell'intervento di Paola Schiomachen in AIMO.



 

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